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MITO SettembreMusica: Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Prokof’ev, Rachmaninov, Čajkovskij, martedì 6 settembre alla sala Verdi del Conservatorio di Milano

Yuri Temirkanov

Al via, con l’Orchestra di San Pietroburgo il ciclo di musiche ispirate alla cultura, all’arte e alla storia italiana. Martedì 6 settembre 2011, alla sala Verdi del Conservatorio di Milano alle ore 21.00, MITO SettembreMusica inaugura il primo dei concerti del progetto Dalla Russia con amore con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, diretta da Yuri Temirkanov, e il pianista Nikolai Lugansky.

Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo

Yuri Temirkanov, direttore

Nikolai Lugansky, pianoforte

Programma

Sergej Prokof’ev, Suite da “L’amore delle tre melarance” op. 33 bis

Sergej Rachmaninov, Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra op. 43

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36

Nato dalla volontà di mostrare, attraverso le musiche di diversi autori russi, tra cui Sergej Prokof’ev, Sergej Rachmaninov e Pëtr Il’ič Čajkovskij, il fascino che da sempre la musica italiana ha esercitato su questi compositori, i concerti propongono pagine celebri del repertorio russo con un approccio nuovo guidato da una “prospettiva” del tutto italiana.

Prokof’ev ad esempio scrisse nel 1919 l’opera “L’Amore delle tre melarance” ispirandosi alla fiaba omonima del veneziano Carlo Gozzi, scritta nel 1761, in cui vengono mescolati elementi fiabeschi, satirici e comici. La celebre Suite tratta dall’opera è composta dai tempi: Teste vuote – Il Mago Celio e Fata Morgana giocano a carte – Marcia – Scherzo – Il principe e la principessa – La fuga.

Sergej Rachmaninov invece si ispirò a Nicolò Paganini e al famosissimo tema del ventiquattresimo capriccio per violino solo che, nella  Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra op. 43, viene ripreso in ventiquattro variazioni organizzate per gruppi tematici, quasi come a suggerire un programma: da questo deriva anche il titolo Rapsodia invece del più canonico tema con variazioni. Le prime sei variazioni mettono in evidenza il virtuosismo sopratutto orchestrale, dalla settima variazione inizia invece il secondo gruppo tematico sottolineato dall’introduzione del tema del Dies irae che si sovrappone a quello del capriccio. Dall’undicesima variazione in poi il pianoforte si stacca a poco a poco dall’orchestra contrapponendosi a essa, per culminare nell’ultima indiavolata variazione segnata da un virtuosismo trascendentale.

L’ultimo brano del programma è “ispirato” non a un’opera specifica, bensì al profumo e all’atmosfera di un luogo all’epoca frequentato da molti visitatori russi, in seguito al soggiorno dell’Imperatrice Marija Aleksandrovna. Anche Pëtr Il’ič Čajkovskij subì il fascino di Sanremo, dove si trattenne dal dicembre 1877 al febbraio successivo e dove concluse appunto la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36. A Nadezda von Meck, dedicataria dell’opera, amica intima e sostenitrice del compositore, scrisse che solo grazie al clima benevolo del luogo era riuscito a riprendere il suo lavoro di compositore. La sinfonia è caratterizzata dal suo andamento tragico e appassionato di origine autobiografica e interamente dominata dal senso di fatalità e ineluttabilità. I vari temi di danza e arie popolari di carattere profondamente russo sono piegati verso una crescente drammaticità.

Al termine del concerto verranno distribuiti al pubblico dei cioccolatini offerti da ICAM.

In collaborazione con Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano

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L’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, fondata nel 1882, è la più antica compagine sinfonica russa. All’inizio del XX° secolo, venne concesso ai musicisti di esibirsi in concerti a pagamento aperti al pubblico. La serie di concerti intitolata “Raccolte orchestrali di musica nuova” propose in Russia le prime esecuzioni dei poemi sinfonici di Richard Strauss (Ein Heldenleben e Also Sprach Zarathustra), della Prima sinfonia di Mahler, della Nona sinfonia di Bruckner e del Poema Divino di Skryabin. Tra i direttori dell’orchestra si annoverano musicisti di fama mondiale, quali Richard Strauss, Arthur Nikisch, Alexander Glazunov e Sergej Koussevitsky. Nel 1917 la compagine divenne “Orchestra di Stato” e, in seguito al decreto del 1921, fu integrata nella Filarmonica di Pietrogrado, appena fondata. In quel periodo diressero l’orchestra molti grandi direttori occidentali, fra gli altri, Otto Klemperer, Bruno Walter, Felix Weingartner. Solisti quali Vladimir Horowitz e Sergej Prokof’ev (quest’ultimo eseguendo i suoi concerti per pianoforte) si esibiscono con l’orchestra che, su iniziativa di direttori stranieri, affrontò anche il repertorio moderno: Stravinsky, Schönberg, Berg, Hindemith, Honegger, Poulenc. Nel 1934 fu la prima del paese a ricevere il titolo di Orchestra d’Onore della Repubblica. Rimane assolutamente unico il sodalizio creativo tra Mravinsky e Sostakovich tanto che molte delle sue sinfonie furono eseguite per la prima volta da Mravinsky, diventando brani fondamentali del repertorio, sia in patria che nelle tournée all’estero. Nel 1988 i componenti di quella che ormai era la più famosa orchestra nazionale, elessero Yuri Temirkanov come direttore principale, titolo che mantiene ancora oggi. Proprio negli ultimi anni l’orchestra ha eseguito diverse première mondiali e ha inaugurato la stagione 2005-2006 alla “Carnegie Hall”, vertice delle sue esibizioni in tutte le più prestigiose sale da concerto del mondo. Per l’Orchestra Filarmonica la stagione 2007-2008 è stata particolarmente ricca di eventi speciali, a cominciare dalla celebrazione del suo centoventicinquesimo anniversario. Sotto la direzione di Krzysztof Penderecki, l’orchestra ha proposto a San Pietroburgo, nella Sala della Filarmonica, recentemente restaurata, la prima esecuzione del suo Requiem polacco. Durante un tour europeo nel maggio 2008, Yuri Temirkanov ha ricevuto il premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” come migliore direttore della stagione 2006-2007.

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Nato nella città caucasica di Nalchik, Yuri Temirkanov inizia gli studi musicali a nove anni. A tredici frequenta la Scuola di Leningrado per giovani talenti, dove continua gli studi di violino e viola. Al termine di questo corso studia al Conservatorio di Leningrado dove completa la formazione di violista per poi ritornare a studiare direzione d’orchestra diplomandosi nel 1965. Dopo la vittoria del prestigioso “Concorso Nazionale di Direzione d’Orchestra” nel 1966, Temirkanov partecipa a una tournée in Europa e negli Stati Uniti con il leggendario violinista David Oistrakh e l’Orchestra Filarmonica di Mosca. Yuri Temirkanov debutta con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo (all’epoca Filarmonica di Leningrado) all’inizio del 1967 e viene poi invitato a far parte dell’orchestra in qualità di assistente direttore di Evgeny Mravinsky. Nel 1968, è nominato direttore principale dell’Orchestra sinfonica di Leningrado, con la quale rimane sino alla nomina nel 1976 di direttore musicale del Teatro Kirov (ora teatro Mariinskij); le sue produzioni di Evgenij Onegin e La Dama di picche sono diventate leggendarie nella storia del teatro. Dal 1988 Yuri Temirkanov ricopre la carica di direttore artistico e direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, con la quale regolarmente intraprende importanti tournée e registrazioni. Conserva altri incarichi, incluso quello di direttore ospite principale del Teatro Bolshoj, e, dal gennaio del 2009, è direttore musicale del Teatro Regio di Parma. Yuri Temirkanov è frequentemente ospitato dalle più grandi orchestre d’Europa, Asia e Stati Uniti. Ha avuto il privilegio di essere il primo artista russo al quale è stato permesso di esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’Unione Sovietica alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic, la London Symphony, la Royal Concertgebouw Orchestra, l’Orchestra di Santa Cecilia e quella della Scala. Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Ha ricevuto molti importanti premi sia in Russia che all’estero: nel 2003, il presidente Vladimir Putin gli ha conferito la medaglia del presidente, nel 2002 ha ricevuto il Premio Abbiati come Miglior Direttore, nel 2003 è stato nominato in Italia Direttore dell’anno e recentemente è diventato Accademico Onorario di Santa Cecilia.

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Nikolaj Lugansky è nato a Mosca nel 1972 in una famiglia di scienziati. È stato allievo della famosa pianista e docente Tatiana Nikolaeva e di Sergej Dorenskij, attuale direttore della Scuola Musicale Čajkovskij di Mosca e ha vinto numerosi concorsi internazionali, tra cui l’International Bach Competition di Lipsia nel 1988, All-Union Rachmaninov Competition nel 1990 e Čajkovskij International Competition nel 1994. Collabora con prestigiose orchestre, tra cui l’Orchestre National de France, Orchestre de Paris, Royal Concertgebouw Orchestra, Rotterdam Philharmonic, City of Birmingham Symphony Orchestra, Philharmonia, London Philharmonic Orchestra, Orchestre Filarmoniche di Monte Carlo, Dresda, Monaco, Tokyo e San Francisco Symphonic Orchestra. La lista dei direttori d’orchestra con cui ha suonato annovera, tra gli altri, Paavo Berglund, Riccardo Chailly, Charles Dutoit, Marek Janowski, Neeme Järvi, Vladimir Jurovsky, Emmanuel Krivine, Sir Charles Mackerras, Kurt Masur, Sir Roger Norrington, Sakari Oramo, Mikhail Pletnev, J.Pekka Saraste,Yuri Temirkanov. Nikolaj Lugansky registra per la Warner-Classics Int. e tutte le sue incisioni hanno ricevuto importanti riconoscimenti: Etudes e Préludes di Chopin, Préludes e Moments Musicaux di Rachmaninov, tutti i Concerti per pianoforte di Rachmaninov sotto la direzione di Sakari Oramo, il Concerto n. 1 per pianoforte di Cajkovskij. Ha anche registrato le Sonate n. 4 e 6 e brani dal balletto Romeo and Juliet di Prokofiev, oltre alle Sonate n. 23, 14 e 7 di Beethoven. Un nuovo disco con le opere di Chopin è uscito per Onyx in aprile 2010.

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ICAM

Da oltre 60 anni ICAM si fa portavoce in tutto il mondo dell’eccellenza italiana nell’arte cioccolatiera. La lunga esperienza nel presidio della filiera produttiva, e la profonda conoscenza della materia prima hanno guidato l’azienda verso l’esplorazione della produzione di cioccolato biologico: ICAM è stata infatti la prima industria italiana a muoversi in questa direzione e, attualmente, ne detiene il primato mondiale servendo il mercato nazionale e internazionale. Sostenibilità, equità e trasparenza rappresentano anche oggi i valori guida dell’Azienda, che persegue lo sviluppo di un commercio stabile, basato su un preciso codice etico e sulla responsabilizzazione di tutti gli operatori della filiera. Grande attenzione al biologico ma anche elevata conoscenza dei prodotti convenzionali, per offrire agli amanti del cioccolato bontà, qualità e sicurezza; tutto grazie allo stile completamente italiano, alla diversificazione di gamma e al rispetto delle tipicità del cacao d’origine.

 

PER INFORMAZIONI E VENDITA BIGLIETTI per MITO SettembreMusica:

Biglietteria MITO

Urban Center – Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono  02.88464725 / 02.88464748

c.mitoinformazioni@comune.milano.it

www.mitosettembremusica.it

App MITO SettembreMusica a Milano per iPhone e iPod-Touch disponibile su http://itunes.apple.com/it/app/id438402161

 

UFFICIO STAMPA:

Carmen Ohlmes

MITO SettembreMusica

Responsabile comunicazione (Milano)

02.88464722 / 339.4118058

 

Mariarosaria Bruno

MITO SettembreMusica (Milano)

02.88454175 / 347.3120110

 

Coordinamento Ufficio Stampa nazionale

Mara Vitali Comunicazione

Monica Ripamonti  – 02.70108230 / 348.0608294

stampa@mitosettembremusica.it

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Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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Fondata nel 1988, la casa discografica Stradivarius si è imposta all'attenzione del mercato discografico internazionale come etichetta specializzata nelle incisioni di musica rinascimentale-barocca e del repertorio contemporaneo. Questa polarità delle scelte programmatiche, in cui si intersecano di volta in volta registrazioni rare e di notevole valore artistico (ad esempio la serie "Un homme de concert" che ha sancito ufficialmente la collaborazione con il grande Sviatoslav Richter), sono state suggerite dalla precisa volontà di assumere una connotazione estremamente caratterizzante nel panorama produttivo discografico. Ampio lo spettro in cui spazia Stradivarius, che propone pubblicazioni di musica sacra, secolare, vocale, strumentale, solistica, da camera e per grandi orchestre, e accanto ai celebri interpreti, l'etichetta milanese promuove giovani artisti di indiscusso talento.
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Con la linea Times Future, inoltre, la Stradivarius è diventata casa di riferimento nel repertorio contemporaneo, pubblicando opere di Donatoni, Sciarrino, Maderna, Petrassi, Molino, Fedele, Kogoj, De Pablo, ed altri ancora.
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