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MITO SettembreMusica: Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, Prokof’ev e Čajkovskij, mercoledì 7 settembre alla sala Verdi del Conservatorio di Milano

Yuri Temirkanov

Pëtr Il’ič ČajkovskijRomeo e Giulietta, ouverture-fantasia in si minore; Francesca da Rimini, Fantasia sinfonica in mi minore op. 32. Sergej Prokof’evEstratti dalla grande suite dal balletto “Romeo e Giulietta”. Questo è il programma per un’altra serata  – Mercoledì 7 settembre 2011 ore 21.00 al Conservatorio di Milano, Sala Verdi – imperdibile del Festival MITO SettembreMusica. Yuri Temirkanov dirige l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Dalla Russia con amore è il titolo del progetto che questi musicisti hanno costruito radunando in quattro concerti, due a Milano e due a Torino, i capolavori che Čaikovskij, Rachmaninov, Prokof’ev e Stravinsky hanno scritto ispirandosi all’Italia. Questo concerto, con la musica di due grandi compositori russi quali Pëtr Il’ič Čajkovskij e Sergej Prokof’ev, propone un programma basato su due storie d’amore tipicamente italiane come quella di Romeo e Giulietta (Shakespeare) e quella di Paolo e Francesca (Canto V dall’Inferno, Divina Commedia).

Verrà eseguita Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia in si minore di Pëtr Il’ič Čajkovskij composta nel 1869 su suggerimento e secondo le direttive di Milij Balakirev, dedicatario dell’opera. In questo brano, soprattutto nell’allegro che segue l’introduzione, sono riconoscibili due temi: il primo rappresenta l’odio tra le due famiglie veronesi dei Capuleti e dei Montecchi e l’altro, invece, l’amore tragico tra Romeo e Giulietta. L’ouverture si conclude con un lugubre rullo di tamburi quasi a presagire una marcia funebre e la tragica fine degli innamorati.

Sempre dello stesso autore viene presentata anche Francesca da Rimini, Fantasia sinfonica in mi minore op. 32. Scritto nel 1876, questo lavoro si ispira esplicitamente alla vicenda di Paolo e Francesca narrata nell’Inferno da Dante e alle illustrazioni di Gustave Doré. Grazie all’uso di ampie ventate cromatiche, Čajkovskij riesce a rendere in musica il vortice che trascina e sospinge in eterno i due innamorati, ben rappresentato da Doré.

L’ultimo brano in programma è un estratto dalla Grande Suite dal balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev. Primo balletto composto dall’autore nella Russia sovietica, è considerato il suo capolavoro ballettistico. Dal balletto vennero successivamente tratte ben tre suite spesso eseguite in concerto non seguendo l’ordine della narrazione ma piuttosto il loro accostamento musicale.

Programma

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Romeo e Giulietta, ouverture-fantasia in si minore

Francesca da Rimini, Fantasia sinfonica in mi minore op. 32

Sergej Prokof’ev

Estratti dalla grande suite dal balletto “Romeo e Giulietta”

L’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, fondata nel 1882, è la più antica compagine sinfonica russa. All’inizio del XX° secolo, venne concesso ai musicisti di esibirsi in concerti a pagamento aperti al pubblico. La serie di concerti intitolata “Raccolte orchestrali di musica nuova” propose in Russia le prime esecuzioni dei poemi sinfonici di Richard Strauss (Ein Heldenleben e Also Sprach Zarathustra), della Prima sinfonia di Mahler, della Nona sinfonia di Bruckner e del Poema Divino di Skryabin. Tra i direttori dell’orchestra si annoverano musicisti di fama mondiale, quali Richard Strauss, Arthur Nikisch, Alexander Glazunov e Sergej Koussevitsky. Nel 1917 la compagine divenne “Orchestra di Stato” e, in seguito al decreto del 1921, fu integrata nella Filarmonica di Pietrogrado, appena fondata. In quel periodo diressero l’orchestra molti grandi direttori occidentali, fra gli altri Otto Klemperer, Bruno Walter, Felix Weingartner. Solisti quali Vladimir Horowitz e Sergej Prokof’ev (quest’ultimo eseguendo i suoi concerti per pianoforte) si esibiscono con l’orchestra che, su iniziativa di direttori stranieri, affrontò anche il repertorio moderno: Stravinsky, Schönberg, Berg, Hindemith, Honegger, Poulenc. Nel 1934 fu la prima del paese a ricevere il titolo di Orchestra d’Onore della Repubblica. Rimane assolutamente unico il sodalizio creativo tra Mravinsky e Sostakovich tanto che molte delle sue sinfonie furono eseguite per la prima volta da Mravinsky, diventando brani fondamentali del repertorio sia in patria che nelle tournée all’estero. Nel 1988 i componenti di quella che ormai era la più famosa orchestra nazionale, elessero Yuri Temirkanov come direttore principale, titolo che mantiene ancora oggi. Proprio negli ultimi anni l’orchestra ha eseguito diverse première mondiali e ha inaugurato la stagione 2005-2006 alla “Carnegie Hall”, vertice delle sue esibizioni in tutte le più prestigiose sale da concerto del mondo. Per l’Orchestra Filarmonica la stagione 2007-2008 è stata particolarmente ricca di eventi speciali, a cominciare dalla celebrazione del suo centoventicinquesimo anniversario. Sotto la direzione di Krzysztof Penderecki, l’orchestra ha proposto a San Pietroburgo, nella Sala della Filarmonica, recentemente restaurata, la prima esecuzione del suo Requiem polacco. Durante un tour europeo nel maggio 2008, Yuri Temirkanov ha ricevuto il premio della critica musicale italiana “Franco Abbiati” come migliore direttore della stagione 2006-2007.

Nato nella città caucasica di Nalchik, Yuri Temirkanov inizia gli studi musicali a nove anni. A tredici frequenta la Scuola di Leningrado per giovani talenti, dove continua gli studi di violino e viola. Al termine di questo corso studia al Conservatorio di Leningrado dove completa la formazione di violista per poi ritornare a studiare direzione d’orchestra diplomandosi nel 1965. Dopo la vittoria del prestigioso “Concorso Nazionale di Direzione d’Orchestra” nel 1966, Temirkanov partecipa a una tournée in Europa e negli Stati Uniti con il leggendario violinista David Oistrakh e l’Orchestra Filarmonica di Mosca. Yuri Temirkanov debutta con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, all’epoca Filarmonica di Leningrado, all’inizio del 1967 e viene poi invitato a far parte dell’orchestra in qualità di assistente direttore di Evgeny Mravinsky. Nel 1968, è nominato direttore principale dell’Orchestra sinfonica di Leningrado, con la quale rimane sino alla nomina nel 1976 di direttore musicale del Teatro Kirov (ora teatro Mariinskij); le sue produzioni di Evgenij Onegin e La Dama di picche sono diventate leggendarie nella storia del teatro. Dal 1988 Yuri Temirkanov ricopre la carica di direttore artistico e direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, con la quale regolarmente intraprende importanti tournée e registrazioni. Conserva altri incarichi, incluso quello di direttore ospite principale del Teatro Bolshoj, e, dal gennaio del 2009, è direttore musicale del Teatro Regio di Parma. Yuri Temirkanov è frequentemente ospitato dalle più grandi orchestre d’Europa, Asia e Stati Uniti. Ha avuto il privilegio di essere il primo artista russo al quale è stato permesso di esibirsi negli Stati Uniti dopo la ripresa delle relazioni culturali con l’Unione Sovietica alla fine della guerra in Afghanistan nel 1988. Ha diretto le principali orchestre europee, inclusi i Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la London Philharmonic, la London Symphony, la Royal Concertgebouw Orchestra, l’Orchestra di Santa Cecilia e quella della Scala. Ospite fisso negli Stati Uniti, dirige le maggiori orchestre di New York, Philadelphia, Boston, Chicago, Cleveland, San Francisco e Los Angeles. Ha ricevuto molti importanti premi sia in Russia che all’estero: nel 2003, il presidente Vladimir Putin gli ha conferito la medaglia del presidente, nel 2002 ha ricevuto il Premio Abbiati come Miglior Direttore, nel 2003 è stato nominato in Italia Direttore dell’anno e recentemente è diventato Accademico Onorario di Santa Cecilia.

 

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Urban Center – Galleria Vittorio Emanuele 11/12

telefono  02.88464725 / 02.88464748

c.mitoinformazioni@comune.milano.it

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MITO SettembreMusica

Responsabile comunicazione (Milano)

02.88464722 / 339.4118058

 

Mariarosaria Bruno

MITO SettembreMusica (Milano)

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Coordinamento Ufficio Stampa nazionale MITO Settembre Musica

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Milano Musica, in collaborazione con il Teatro alla Scala, promuove il progetto COSTRUIRE CON LA MUSICA, prima raccolta italiana di strumenti per le scuole di musica in Medio Oriente e Africa, in partenariato con Music Fund, e per il nascente “Sistema italiano delle Orchestre infantili e giovanili”
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Music Fund soutient des jeunes musiciens et des écoles de musique situées dans des pays en voie de développement ou dans des zones de conflit: (1) Music Fund coordonne des collectes d'instruments de musique en Europe et veille ensuite à  leur restauration et à leur distribution. Ainsi des centaines d'instruments sont offerts aux écoles de musiques en Afrique et au Moyen Orient chaque année.
http://www.musicfund.be/


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Fondata nel 1988, la casa discografica Stradivarius si è imposta all'attenzione del mercato discografico internazionale come etichetta specializzata nelle incisioni di musica rinascimentale-barocca e del repertorio contemporaneo. Questa polarità delle scelte programmatiche, in cui si intersecano di volta in volta registrazioni rare e di notevole valore artistico (ad esempio la serie "Un homme de concert" che ha sancito ufficialmente la collaborazione con il grande Sviatoslav Richter), sono state suggerite dalla precisa volontà di assumere una connotazione estremamente caratterizzante nel panorama produttivo discografico. Ampio lo spettro in cui spazia Stradivarius, che propone pubblicazioni di musica sacra, secolare, vocale, strumentale, solistica, da camera e per grandi orchestre, e accanto ai celebri interpreti, l'etichetta milanese promuove giovani artisti di indiscusso talento.
Bruno Canino, René Clemencic, Alan Curtis, Kees Boeke, Emilia Fadini, Oscar Ghiglia, Jean Pierre Dupuy, Gabriel Estarellas, Monica Huggett, Lucas Pfaff, Josep Pons, Josep Pons, Arturo Tamayo, Ensemble Contrechamps de Genève, Munster Kammerorcheter, Meinzer Kammerorchester, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra verdi di Milano, Orchetre Philarmonique de Radio France, sono solo alcuni nomi e formazioni che hanno inciso per Stradivarius.
Con la linea Times Future, inoltre, la Stradivarius è diventata casa di riferimento nel repertorio contemporaneo, pubblicando opere di Donatoni, Sciarrino, Maderna, Petrassi, Molino, Fedele, Kogoj, De Pablo, ed altri ancora.
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